Brenta Connection
| Regia: | Cristian Tomassini |
| Durata: | 95min |
| Prodotto: | Anima Film |
| Cast: | Silvio Comis, Valerio Mazzucato, Steven J. Parker, Massimo Barco, Marco Artusi, Angelo Zampieri |
| Sceneggiatura: | Silvio Marotta |
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Banconote nascoste finiscono triturate insieme ai rifiuti. «C'era un milione di euro».
Così titolava uno dei diversi articoli che comparvero nel mese di Luglio 2022 sui nostri quotidiani. Un curioso fatto di cronaca che vide protagonista l’ecocentro di un comune vicentino, una stampante mandata al macero e un milione di euro.
Come sarà mai accaduto? Da dove venivano tutti quei soldi? A chi appartenevano? Che ne sarà di quel tesoro? Sono queste le domande che probabilmente si sono fatti tanti lettori, e assieme a loro, hanno stimolato la fantasia del regista Cristian Tomassini e dello sceneggiatore Silvio Marotta, a tal punto da decidere di costruire sulla vicenda un intero film.
Ecco come nasce Brenta Connection, una commedia che i suoi creatori amano definire pulp di provincia per il pastiche di linguaggi, generi e stili, tanto divertente quanto sincera. Girata e ambientata a Carmignano di Brenta e dintorni, Brenta Connection porta sullo schermo ritratti e vite
di personaggi che allo spettatore, solo dopo poche scene, sembrerà di conoscere da sempre.
A cominciare da Furia (Angelo Zampieri), il tuttofare, punto di riferimento della comunità, colui che ‘’el fa ‘ndare dritto tutto’’ mettendo in ordine le situazioni più scomode con la sua orgogliosissima arte di arrangiarsi; a Teo (Samuele Ferri) e Frenchi (Marco Capurso), i due ‘’omeni da bar’’ ; da Romano (Silvio Comis), uomo grezzo dai modi forti, con il compare Bruno (Valerio Mazzucato) il perfetto ‘’imbriagon’’; dalla moglie rompiscatole Maria (Katiuscia Bonato), al barista Caio (Pino Costalunga) che non attende altro che chiudere il proprio locale, fino a tutto il resto dei personaggi.
Nessuno di loro in realtà è troppo buono o troppo cattivo, non c’è un perfetto eroe e nemmeno un crudele villain, ma tante esistenze complesse. Hanno tutti una propria profondità psicologica, dei pregi e dei difetti che richiedono attenzione e comprensione. Inoltre, i personaggi non sono mai banali, né secondari: anche coloro che apparentemente sembrerebbero meno centrali nello svolgimento del plot, svolgono in realtà un ruolo fondamentale. Si pensi ad esempio a Teo e Frenchi che, tra una birra e l’altra, ‘’ciacola dopo ciacola’’, restituiscono la mentalità della comunità, riportando alla mente quell’artificio della regressione tanto caro a Verga, che fa sì che il narratore arrivi ad assumere su di sé le credenze e le prospettive del popolo. A contribuire a quest’effetto concorre l’utilizzo del dialetto come lingua principale, una scelta coraggiosa che tuttavia non ha di certo impedito al film di avere distribuzione e apprezzamenti anche fuori regione.
Si prendono quindi le distanze da quei ritratti spesso stereotipati e acquerellosi di una romantica provincia immobile, idilliaca, quieta e nostalgica, popolata da anime umili, semplici e coese tra loro. Brenta Connection, al contrario, decide di mostrare la provincia in tutta la sua dinamicità pop fatta di stravaganze, rumori e intrighi, senza tuttavia dover rinunciare ad un certo tipo di identità popolare. Una realtà che guarda a sé stessa, che parte da cliché e stereotipi ma arriva ad una complessità più profonda, auto-esplorandosi in tutte le sue sfumature sia con fare ironico e scherzoso, ma anche introspettivo e personale, portando a galla difficoltà e problematiche.
Nonostante il carattere comico-grottesco del film, infatti, gli autori si dimostrano profondamente ricettivi di tutta una serie di problemi, anche molto attuali, e di come questi vengano affrontati, rifiutati o quantomeno incontrati dai cittadini di questo paese di provincia. Si fa riferimento qui ad esempio all'infedeltà coniugale; al clima di sospetto nei confronti di uno straniero; alla solitudine; al sex working online e alla moralità, all'alcolismo e, sicuramente molto attuale, al rapporto con la tecnologia. In particolare è proprio l'incomunicabilità, come quella che ha Furia con l'intelligenza artificiale, che potrebbe diventare un'altra interessante chiave di lettura del film: incomunicabilità e incomprensione che si allarga a classi diverse, sessi, necessità e generazioni, e che esplode in una situazione assurda e grottesca in grado di coinvolgere tutti i personaggi.
Particolarmente ammirevole è la messa in scena, dal linguaggio utilizzato con le inquadrature all’attenzione per le scenografie e costumi, un’unione di forze che arriva a creare immagini memorabili lungo tutto il film. Ecco dunque che, alla fine della visione, anche noi potremo finalmente rispondere alla domanda «dove finirà tutto quel tesoro?», beh, finirà in questo film, Brenta Connection.