Romeo è Giulietta
| Regia: | Giovanni Veronesi |
| Durata: | 105min |
| Prodotto: | Indiana Production, Capri Entertainment, Vision Distribution, Sky |
| Cast: | Pilar Fogliati, Sergio Castellitto, Geppi Cucciari, Maurizio Lombardi, Serena De Ferrari, Domenico Diele |
| Sceneggiatura: | Giovanni Veronesi, Nicola Baldoni |
| Fotografia: | Tani Canevari |
| Montaggio: | Patrizio Marone |
Basta davvero un accento per trasformare una delle più grandi opere di Shakespeare in qualcosa di nuovo e attuale? Ad accogliere questa sfida alquanto ambiziosa è stato Giovanni Veronesi, regista e sceneggiatore toscano, famoso per aver diretto, fra una moltitudine di titoli, la saga di Manuale d’amore con Carlo Verdone, e l’esilarante storia dei Tre Moschettieri che ha riunito Favino, Mastandrea, Rubini e Papaleo.
Veronesi torna al cinema con Romeo è Giulietta, un film che a primo impatto può sembrare un ulteriore titolo da inserire nel già ricolmo cassetto delle commedie d’amore italiane, ma che invece diventa un brillante presupposto per riflettere, spesso in maniera velata, sulle dinamiche relative all’ambiente dello spettacolo.
Per farlo, Veronesi si incarna nel personaggio di Federico Landi Porrini, interpretato dall’impeccabile Sergio Castellitto, noto regista teatrale ormai privo di nuovi stimoli e per questo ritenuto superato. In modo tale da risollevare la propria reputazione, Landi Porrini decide di presentare un ultimo spettacolo, la celebre tragedia shakespeariana per l’appunto, al Festival di Spoleto, occasione in cui annuncerà il suo ritiro definitivo. Attraverso la figura cinica, a tratti subdola, ma estremamente fragile del direttore, ci viene dato accesso all’affascinante “dietro le quinte”, dove i registi devono fare i conti con tensioni e crisi del settore e gli attori vedono infrangersi i propri sogni, a volte, semplicemente a causa delle lune storte di chi li seleziona.
La vera protagonista di questa storia è Vittoria, una giovane attrice dal raro talento che fatica a conquistarsi il suo spazio a causa di un vecchio errore, quello di aver fatto una tournée di successo con un canovaccio “rubato” ad un’altra artista, di origini sudamericane, traducendolo senza pagarne i diritti.
È proprio il caso di plagio a disinnescare la genialità della trama: Vittoria si presenta al provino per Giulietta ma, nonostante dimostri di meritare il ruolo, viene scartata dalla produzione per timore di cattive recensioni a causa del suo passato. La ragazza non ci sta, a maggior ragione quando Landi Porrini la umilia dandole della ladra e decide, così, di vendicarsi chiedendo aiuto all’amica truccatrice. Prendendo le sembianze fittizie, attraverso un travestimento a regola d’arte, di un giovane aspirante attore dal nome di Otto Novembre, ottiene la parte per interpretare Romeo e con essa l’occasione per deridere il regista davanti a tutti. La situazione, però, si complica quando il ragazzo di Vittoria, attore teatrale a sua volta, ottiene la parte di Mercuzio.
Se già la trama può risultare degna di attenzione, grazie all’escamotage della falsa identità, grande apporto alla riuscita del progetto di Veronesi è dato dall’attrice che interpreta sia Vittoria che Otto Novembre: Pilar Fogliati. Impegnata nelle riprese della serie Netflix Odio il Natale, così come nel suo esordio alla regia con Romantiche, di cui Giovanni Veronesi ha curato la sceneggiatura, l’attrice romana conferma di essere un talento poliedrico e dal potente magnetismo. Anche in questo caso, il suo, anzi, i suoi personaggi sono riuscitissimi, credibili e mai lasciati al caso in nessuno dei movimenti o delle espressioni messi in camera.
Romeo è Giulietta non è affatto un film d’amore. È pungente commedia, satira affilata e cinismo nascosto, talvolta, sotto dialoghi confusi ed alienanti che, però, con il proseguire della trama, trovano un loro perfetto senso. Fra tiktoker che diventano da un giorno all’altro attrici di teatro per puro scopo commerciale e registi dai tratti fortemente caricaturali, c’è una cosa che riporta tutto il caos all’ordine, ed è la coppia Castellitto-Fogliati. Se da una parte troviamo un artista eccellente, dalla carriera fittissima di successi, tra cui il più recente in Enea, film del figlio Pietro, dall’altra c’è lo sguardo disarmante della giovane e promettente attrice romana, di cui sentiremo sicuramente a lungo parlare.